Cultura

RAVEO

Complesso Seicentesco del Monte Castellano
Dalla piazza principale di Raveo si prende Via del Monte e, attraverso un percorso lastricato, luogo di antiche rogazioni, ci si inerpica sulle pendici del Monte Castellano. Salendo si incontrano varie ancone votive e giunti in vetta il complesso secentesco del Convento Francescano con la chiesetta della Beata Vergine. Si tratta di un edificio costruito sui resti di una chiesa precedente; all'interno conserva pregevoli altari lignei e pale dipinte, del secolo XVII, provenienti dalla bottega del Comuzzo. Il piccolo Convento Romitorio del Monte Castellano, è un singolare edificio risalente al secolo XVII in splendida posizione geografica, ricco di storia e di memorie: " un luogo di silenzio e di quiete che può rappresentare per chi arriva un'oasi inaspettata di intensa e serena pace".

Altopiano di Valide e Luvieis
L'altopiano di Valide e Luvieis, e la conca di Pani, immersi in una suggestiva cornice paesaggistica regalano al visitatore preziosi scorci ed una pregevole architettura spontanea con fienili e stavoli per la fienagione.

Scavi archeologici del Monte Sorantri
Alla sommità del Monte Soantri recenti scavi archeologici hanno portato alla luce un antichissimo villaggio celtico, abitato, sembra, fino al 1° secolo dopo Cristo.

OVARO

Pieve di Santa Maria di Gorto
La chiesa è situata su di un colle che si eleva tra le frazioni di Cella e Agrons, sulla riva destra del torrente Degano. L'esistenza della Pieve è certificata da documenti che risalgono alla fine dell'XI, inizi del XII secolo, ma si ipotizza tuttavia una datazione molto più antica. Essa era, tra le 11 pievi costruite in Carnia dal Patriarcato di Aquileia, la più estesa per territorio: la sua giurisdizione si spingeva fino al Complico. La costruzione attuale dell'edificio risale al 1431, importanti modifiche vennero però attuate nel corso dei secoli e le conferirono l'aspetto attuale. Ospita al suo interno un piccolo museo ricco di oggetti di significato e valore.

Miniera di Cludinico

L'attività estrattiva di carbone nella zona di Cludinico iniziò verso la metà dell'800, poi venne abbandonata e ripresa fra il 1873 e il 1876 ed infine abbandonata nei primi anni del '900. Ripresa poi nel 1936 dall’Azienda Carboni Italiani nel periodo di massima produzione e di maggior espansione, la miniera giunse a impiegare 1600 persone. Queste in genere provenivano non solo dalla Carnia ma fin dalla Sicilia e da altre zone d'Italia. Le estrazioni di litantrace ed antracite si concentravano in tre miniere : "Rio Malon", "Vareton" e "Creta d'oro" che si estendeva sotto il pese su sei livelli. Lo sviluppo totale delle gallerie raggiungeva ben 150 km, 25 dei quali provvisti di binari per trasportare il carbone su carrelli spinti a mano. L'attività fu chiusa definitivamente nel 1957.

Negli anni '90 Rinaldo Raber, tecnico minerario dell'epoca, pubblicò il libro "Miniera di Cludinico" quasi contemporaneamente la guida naturalistica Michele Covassi ritrovò l'ingresso alla miniera"Creta d'oro" interrata per motivi di sicurezza. Grazie all'interessa suscitato dai primi visitatori, alla sensibilità degli amministratori locali e agli abitanti di Cludinico sono stati resi accessibili due ingressi della miniera ed è stato messo in sicurezza l'esterno, sono state illuminate oltre un chilometro di gallerie e ripristinate le scalinate di legno che mettevano in comunicazione i vari livelli. In uno degli ex edifici di servizio della miniera è stato inoltre allestito un museo con annessa sala videop in cui è possibile veder un docu-film che consente di ricostruire le condizioni di vita dei minatori ed arricchito dalle interviste agli ex minatori.

La visita guidata è davvero suggestiva e permette di immergersi in un mondo veramente inusuale e veramente affascinante; ( per le prenotazioni rivolgersi alla "Pro Ovaro" tel 0433 67223 oppure www.minieradicludinico.it) dura un paio d'ore e si effettua muniti di caschetto protettivo, sono inoltre consigliate scarpe pesanti o da montagna.. All'interno della miniera c'è una temperatura costante di 15°. La visita è sconsigliata chi soffre di clustrofobia e ai cardiopatici

 

 

 

 

Scavi archeologici Chiesa di San Martino
L'attuale chiesetta di S. Martino si trova sulla riva destra del fiume Degano, a poca distanza dall'abitato di Ovaro. Di impianto gotico, fu più volte restaurata nel corso dei secoli e, da quanto emerge dai recenti scavi archeologici, doveva rivestire un ruolo molto importante fin dall'antichità. All'interno della chiesa infatti, sotto una copertura di vetro, sono visibili i resti di una fonte battesimale esagonale facente in origine parte di un battistero paleocristiano a pianta ottagonale le cui mura perimetrali si estendevano al di fuori di quelle attuali e comprendevano l’ancora visibile banco presbiteriale e una seconda vasca di pietra usata come reliquiario. Questo è il primo ritrovamento di una basilica battesimale posta al di fuori dell'ambito urbano e, oltre a provare il fatto che il Patriarcato si impegnava a diffondere il messaggio evangelico anche nelle zone alpine, lascia ad intendere che fra il V ed il VI secolo le vallate della Carnia dovevano essere fittamente popolate.

PALAZZO MICOLI –TOSCANO o delle 100 finestre

Costruito ai primi dell'800 dalla famiglia Micoli Toscano di fronte all'antica dimora trecentesca degli antenati, l'edificio, del tutto atipico in Carnia, riprendeva lo stile delle ville venete e puntava ad imporsi come casa di grande respiro, testimonianza dell'importanza sociale ed economica della famiglia di commercianti di legname che vi abitava. Le cento finestre per le quali la dimora è conosciuta, sono dipinte di rosso mentre il tetto è coperto delle lucide tegole verdi, provenienti dell’antica fornace dei Felice di Cella. L'interno ospita, oltre al grande atrio, alla biblioteca e ad altra stanze con arredi tipici una grande, bellissima, cucina con al centro il fogolar. La dimora, di proprietà privata, è visitabile solo su appuntamento.

ARTE e NATURA

CHIALINA - Installazioni artistiche sono state realizzate lungo il percorso pedonale dell'ex Ferrovia che si innoltra nel bosco dove le varie artiste realizzano ed espongono le loro opere utilizzando materiali come radici, foglie, rami, sassi, ecc..

PRATO CARNICO

Piccolo Museo della Fotografia e della Cinematografia
Situato nella frazione Pieria, questo piccolo museo, visitabile su prenotazione, è una tappa obbligata per gli amanti della settima arte. Espone varie macchine da presa e apparecchi fotografici.

Museo dell'Orologeria Pesarina
Il piccolo e curioso Museo dell'orologeria racconta la storia dello sviluppo di questa particolarissima forma di artigianato a Pesariis, dalle sue origini ai giorni nostri. Ospitato in un rustico annesso a casa Bruseschi, è aperto al pubblico durante la stagione estiva, ma lo si può visitare su prenotazione anche durante il resto dell'anno. Vi sono esposti antichi congegni per misurare il tempo, orologi da parete risalenti al '600 e orologi da torre che illustrano l'evoluzione tecnologica delle tecniche di fabbricazione dal '700 al '900. Le origini delle nuove tecnologie sono infine documentate dai primi esemplari di orologi da parete a lettura diretta e dai marcatempo degli anni '30.

Casa Bruseschi
Tipica casa borghese che ha mantenuto intatti gli antichi arredi e le suppellettili risalenti a un periodo tra il '600 e l'800, Casa Bruseschi è stata lasciata in eredità dalla sua ultima proprietaria, Dorina, alla parrocchia. Visitandola si scoprirà come viveva nei secoli scorsi una famiglia della borghesia carnica: al piano terra caratteristici sono la cucina, con una ricca collezione di stoviglie di ceramica della fabbrica Galvani di Pordenone, e il tinello dal tipico soffitto a vela. Ai piani superiori, le camere da letto e uno studiolo alternano mobili di fattura locale ad altri di gusto veneto. La Casa è visitabile solo su prenotazione o nei mesi estivi.

Albergo Diffuso Il Grop
Valdegano Turismo e Servizi Scarl
Via Caduti 2 Maggio, 144
33025 OVARO (Udine)
t. 0433.678.028
C.F. 93014100304
P.i. 02288500305
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